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Il costume da bagno

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Il costume da bagno è un piccolo capo d’abbigliamento con una grande storia alle spalle.

Usato tutto l’anno da chi pratica sport acquatici come il nuoto, il surf, la pallanuoto ecc. è il simbolo delle vacanze estive per il resto della popolazione.

Esiste vari tipi di costume da bagno, gli uomini possono scegliere tra slip, boxer e parigamba mentre le donne possono scegliere tra intero, bikini, trikini, tankini e il burqini.

Nel passato fare il bagno in parziale nudità non era consentito e il costume da bagno di solito era l’equivalente di un vestito indossato normalmente nella vita di tutti i giorni. Per esempio, nel XVIII, le donne indossavano delle particolari “gonne da bagno”, fatte di un materiale che non diventava trasparente, e appesantito sui bordi affinché non si alzasse in acqua.

A partire dal 1850 l’abbigliamento femminile era ancora molto castigato e i costumi da bagno erano caratterizzati da gonfi pantaloni completati da un abito lungo fino al ginocchio e completato delle scarpine allacciate. Si riteneva anche che l’abbronzatura non fosse adeguata alle signore benestanti facendole apparire volgari.

In Italia il culto della villeggiatura in spiaggia arrivò solo nel 1880, le prime personalità di spicco a mostrarsi in costume sulla spiaggia furono la regina Margherita e la famiglia Agnelli che scelsero come location il Lido Di Venezia che diventò, negli anni 1910-1920, la più elegante stazione balneare d’Europa dove tutti esibivano i loro costumi all’ultimo grido.

Nel 1907, la nuotatrice australiana Annette Kellermen si esibì in uno dei suoi spettacoli di nuoto negli Stati Uniti e venne arrestata perché il suo costume lasciava scoperte braccia, gambe e collo. Contemporaneamente gli uomini iniziarono ad indossare un costume ad un unico pezzo con degli oblò sotto le ascelle. In seguito a questo evento i costumi andarono progressivamente rimpicciolendosi, dapprima scoprendo le braccia, in seguito le gambe furono denudate fino alle cosce, così come il collo e il décolleté.

Annette Kellermen nel suo famoso costume a un pezzo (circa 1900)

I primi bikini furono introdotti subito dopo la Seconda guerra mondiale. I primi modelli non differivano molto da quelli già visti negli anni Venti ma, anno dopo anno, e grazie a tante battaglie portate avanti soprattutto dal mondo femminile, i costumi da bagno diventarono sempre più ristretti e con sempre più pelle esposta!

I principali reggiseni nel costume femminile a due pezzi possono essere di tanti tipi: a fascia, a corsetto e a triangolo, mentre per la parte di sotto esistono i modelli a coda di rondine, a tanga e a calzoncini.

Anche per il costume intero, nonostante sia costituito da un’unica parte, esistono diversi tipi: con spalline, senza spalline e con diversi tipi di scollature e trasparenze.

 

Negli ultimi anni si è diffuso anche il trikini (il pezzo di sopra e di sotto sono uniti da un pezzo di costume nella parte anteriore) e il tankini, formato da una maglietta con coppe interne e un pantaloncino (o slip). Un particolare costume da bagno intero è stato disegnato per le donne musulmane e prende il nome di burqini: esso copre tutto il corpo, ad eccezione del viso, delle mani e dei piedi.

I principali tessuti impiegati per la confezione dei costumi da bagno sono il lycra, il lastex e gli altri tessuti elasticizzati che aderiscono bene alle forme del corpo.

Alcuni nostri suggerimenti

IL TRIKINI

Molto confortevole sia per la spiaggia e per il nuoto, comodo per le serate in piscina, le stazioni termali o feste notturne Perfetto per la spiaggia, vacanze, mare, serate, piscina termale o feste notturne, estate, prendere il sole, benessere, attività in acqua

IL TANKINI

IL BIKINI

IL COSTUME INTERO

SLIP MARE UOMO

BOXER

PARIGAMBA

A voi la scelta!

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